Parliamo di Stalking

23 Aprile 2009

C’è questa nuova parola da te­nere a mente, stalking…


1
Vorrebbe dire?

Molestare, pedinare, rendere impossibile la vita a qualcuno perseguitandolo in tutti i mo­di possibili, comprese le lette­re anonime e le telefonate mi­nacciose o magari ansimanti o anche mute, ma ripetute fino all’esasperazione di chi rispon­de.


2
Come mai tutt’a un tratto si de­ve imparare questo nuovo ter­mine?

Non c’è scopo a parlar con lei. Due mesi fa le spiegai quasi tutto dello stalking, dato che il governo, su sollecitazione so­prattutto del ministro Mara Carfagna ( nella foto Ansa con Valentina D’Acquisto, capo del gruppo anti-stalking dei Cara­binieri e nipote di Salvo D’Ac­quisto) aveva introdotto que­sto nuovo reato nel nostro or­dinamento, prevedendo tra l’altro che la violenza sessuale o l’assassinio risultino aggrava­ti se preceduti da stalking (det­ti nel provvedimento «atti per­secutori »). Adesso – proprio ie­ri – è passata la legge, cioè quelle norme, entrate in vigo­re per decreto, sono state con­vertite in legge dello Stato con un voto molto ampio del Sena­to.


3
D’accordo anche il centro-sini­stra?

Sì. Alla Camera erano state tol­te dal decreto la norma istituti­va delle ronde e quella che per­metteva di tenere gli immigra­ti per 180 giorni nei centri di accoglienza. Di fronte a que­sto, anche l’opposizione ha vo­tato il provvedimento, un fat­to che politicamente non deve essere sottovalutato: Berlusco­ni ha fatto sentire una certa pressione sulla Lega e il Pd, vo­lente o nolente, gli ha dato una mano. A proposito, va in­serito in questo clima l’accor­do maggioranza-opposizione per andare a votare il referen­dum il 21 giugno, opzione che la Lega ha dovuto ingoiare con­trovoglia.


4
Che fine faranno le ronde e i 180 giorni?

Sono stati inseriti nel disegno di legge, che avrà il suo iter normale. Deputati e senatori avranno perciò tutto il tempo di dibattere intorno alle ronde e agli immigrati e, una volta tanto, il Parlamento potrà esprimersi liberamente senza essere coartato dalla maggio­ranza. Lei sa che sulle ronde, per esempio, ci sono perplessi­tà anche nel centro-destra. La Chiesa – che sul Popolo della Libertà ha una certa influenza – è poi contraria all’approccio leghista del problema. Ci sono state, da parte di rappresen­tanti religiosi molto autorevo­li, critiche assai severe a ronde e 180 giorni.


5
Che cosa dice la legge sullo stalking?

Intanto conferma che è un rea­to, per il quale si potrà finire in carcere. La persona che si rivol­ge alle forze di polizia o ai cara­binieri lamentando di essere perseguitata potrà chiedere che il suo persecutore sia am­monito. Naturalmente, stia­mo immaginando che la vitti­ma conosca il suo tormentato­re, come avviene nella mag­gior parte dei casi. Nella mag­gior parte dei casi (più o meno il 70%) la vittima è una donna e il suo stalker è l’ex compagno o l’ex marito che non si rasse­gna alla fine della storia. Ci so­no poi situazioni in cui il tor­mentatore è un innamorato che crede, col sistema di chia­mare di continuo l’amata al te­lefono, di intenerirla. Ci sono anche casi di stalking femmini­le; l’ultimo, dieci giorni fa a To­rino, una ragazza di 22 anni che tormentava un ragazzino di 15 («il più bello del quartie­re »), arrivando a fargli 130 te­lefonate al giorno, e con mi­nacce («Adesso mi mandi un sms e mi fai gli auguri di com­pleanno, altrimenti finisci ma­le »): l’hanno arrestata. L’am­monimento deve essere impar­tito dal questore e se poi lo stalker continua, la condanna, quando arriverà, sarà più pe­sante. È anche possibile vieta­re allo stalker di avvicinarsi al­la vittima o di frequentare i po­sti che la vittima o i suoi paren­ti frequentano o di comunica­re in qualunque modo con lei. Il giudice può disporre l’allon­tanamento dalla famiglia del­lo stalker che se la prende con il partner o con i figli. È stato anche confermato l’arresto ob­bligatorio per la violenza ses­suale in flagranza e per quella di gruppo. Se la violenza ses­suale o lo stalking finiscono in un omicidio, questo aggrava la pena. Le vittime di violenza sessuale verranno assistite gra­tuitamente in tribunale. Sarà anche istituito un numero ver­de nazionale, attivo 24 ore su 24, al quale le vittime di violen­za o di molestie potranno rivol­gersi per chiedere aiuto. È sta­to stanziato un milione di eu­ro, sul bilancio 2009, da spen­dere per istituire il servizio. I Comuni sono stati autorizzati a piazzare telecamere nei luo­ghi ritenuti a rischio per preve­nire la violenza sessuale e, in genere, gli atti di bullismo. Lo sapeva che stanno tornando di moda i coltelli?

(dalla gazzetta)


10 motivi…

3 Aprile 2009

Ecco 10 motivi per cui è controproducente aggiustare il PC degli altri.

(1) diventi automaticamente disponibile sempre e per sempre; a qualunque ora del giorno e della notte, ovunque tu sia: al lavoro, sotto la doccia…
“Pronto, ciao ti disturbo?”
“Beh in questo momento sono in barca in ferie…”
“Ah… ma tanto tu fai presto in queste cose. Senti ho il computer che quando lo accendo mi da errore 000×32F33. Cosa può essere? Sono disperato…”
“Si, ma sono in mezzo al mare”
“Va bene. Dimmi cosa devo fare…”


(2) diventi oggetto di una catena di passaparola selvaggio.

“Aspetta che lo chiedo a un mio amico, lui di sicuro lo sa. Poi è molto alla mano e se ha tempo ti da una mano volentieri.”

(3) diventi automaticamente il responsabile e amministratore del PC
“Ti ricordi che l’anno scorso mi avevi installato quel programma per vedere i filmati? Ecco, stamattina, vado ad accendere il PC e non si accende più, cosa può essere successo? Non è che hai fatto qualcosa di strano?”

(4) devi conoscere tutti i programmi e tutti i sistemi operativi esistenti sul pianeta. Da Blender al GWBASIC, da Windows ME alle più improbabili distro di Linux. Dovrai saper fare tutto di tutto: non sono ammesse lacune per chi “conosce il computer”
“Senti, scusa se ti disturbo, ma ho un problema: come faccio ad importare un audiolibro con Itunes?”
“Guarda, mi dispiace, ma non ho l’Ipod e Itunes non lo conosco”
“Dai che tu ci capisci di sicuro più di me. In due minuti tu fai tutto…”

(5) diventi, per esteso, la prima persona da consultare per tutto ciò che funziona a corrente elettrica
“Ciao, scusa se ti disturbo, ma ho l’home theatre della sala che non funziona più bene. Tu guardi anche quelle cose lì? Perchè è da qualche giorno che si sente un fruscio dal vufer e magari bisogna solo cambiare un fusibile…”


(6) vieni visto come uno spacciatore di hardware

“Ciao, scusa se ti disturbo, volevo comprarmi un PC , tu non è che hai delle dritte?”
“No”
“Come no? Lavorando nei computer vuoi che non ti passi sotto mano qualche occasione? Beh se hai qualcosa fammelo sapere, intanto mi daresti un’occhiata a dei preventivi che mi sono fatto fare?”


(7) devi sempre navigare nell’ignoto.

“Ciao, scusa se ti rompo, ma il PC non va più”
“Come non va più? Non si accende o cosa?”
“No no, si accende ma poi non va”
“Cos’è che non va? Il sistema operativo?”
“Io non ci capisco mica niente… non va”
“Ma che sistema operativo hai?”
“Cosa vuoi che ne sappia io che sistema operativo ho….cos’è il sistema operativo? Dove devo leggere? Guarda, fai prima se vieni qua a dare un’occhiata, aspetto, vai tranquillo, va bene anche stasera dopo il lavoro…”


(8) lavorerai sempre gratis… se va bene!

Al di là di qualche caffè offerto, non vedrai mai un soldo. Di sicuro, però, ne spenderai: viaggi, telefonate, probabilmente anche cavetti, vecchi componenti, batterie, viti, ecc…

(9) grazie alla tua disponibilità, sarai sempre sottovalutato e verrai classificato al massimo come “smanettone”.
I “tecnici”, quelli veri, fanno le stesse cose che fai tu (forse con meno cura), ma prendendo 80 euro all’ora, saranno visti come semidei.

(10) serve davvero un decimo motivo?

Sembra una lista campata in aria ma a me è successo un sacco di volte…


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