Parliamo di Stalking

C’è questa nuova parola da te­nere a mente, stalking…


1
Vorrebbe dire?

Molestare, pedinare, rendere impossibile la vita a qualcuno perseguitandolo in tutti i mo­di possibili, comprese le lette­re anonime e le telefonate mi­nacciose o magari ansimanti o anche mute, ma ripetute fino all’esasperazione di chi rispon­de.


2
Come mai tutt’a un tratto si de­ve imparare questo nuovo ter­mine?

Non c’è scopo a parlar con lei. Due mesi fa le spiegai quasi tutto dello stalking, dato che il governo, su sollecitazione so­prattutto del ministro Mara Carfagna ( nella foto Ansa con Valentina D’Acquisto, capo del gruppo anti-stalking dei Cara­binieri e nipote di Salvo D’Ac­quisto) aveva introdotto que­sto nuovo reato nel nostro or­dinamento, prevedendo tra l’altro che la violenza sessuale o l’assassinio risultino aggrava­ti se preceduti da stalking (det­ti nel provvedimento «atti per­secutori »). Adesso – proprio ie­ri – è passata la legge, cioè quelle norme, entrate in vigo­re per decreto, sono state con­vertite in legge dello Stato con un voto molto ampio del Sena­to.


3
D’accordo anche il centro-sini­stra?

Sì. Alla Camera erano state tol­te dal decreto la norma istituti­va delle ronde e quella che per­metteva di tenere gli immigra­ti per 180 giorni nei centri di accoglienza. Di fronte a que­sto, anche l’opposizione ha vo­tato il provvedimento, un fat­to che politicamente non deve essere sottovalutato: Berlusco­ni ha fatto sentire una certa pressione sulla Lega e il Pd, vo­lente o nolente, gli ha dato una mano. A proposito, va in­serito in questo clima l’accor­do maggioranza-opposizione per andare a votare il referen­dum il 21 giugno, opzione che la Lega ha dovuto ingoiare con­trovoglia.


4
Che fine faranno le ronde e i 180 giorni?

Sono stati inseriti nel disegno di legge, che avrà il suo iter normale. Deputati e senatori avranno perciò tutto il tempo di dibattere intorno alle ronde e agli immigrati e, una volta tanto, il Parlamento potrà esprimersi liberamente senza essere coartato dalla maggio­ranza. Lei sa che sulle ronde, per esempio, ci sono perplessi­tà anche nel centro-destra. La Chiesa – che sul Popolo della Libertà ha una certa influenza – è poi contraria all’approccio leghista del problema. Ci sono state, da parte di rappresen­tanti religiosi molto autorevo­li, critiche assai severe a ronde e 180 giorni.


5
Che cosa dice la legge sullo stalking?

Intanto conferma che è un rea­to, per il quale si potrà finire in carcere. La persona che si rivol­ge alle forze di polizia o ai cara­binieri lamentando di essere perseguitata potrà chiedere che il suo persecutore sia am­monito. Naturalmente, stia­mo immaginando che la vitti­ma conosca il suo tormentato­re, come avviene nella mag­gior parte dei casi. Nella mag­gior parte dei casi (più o meno il 70%) la vittima è una donna e il suo stalker è l’ex compagno o l’ex marito che non si rasse­gna alla fine della storia. Ci so­no poi situazioni in cui il tor­mentatore è un innamorato che crede, col sistema di chia­mare di continuo l’amata al te­lefono, di intenerirla. Ci sono anche casi di stalking femmini­le; l’ultimo, dieci giorni fa a To­rino, una ragazza di 22 anni che tormentava un ragazzino di 15 («il più bello del quartie­re »), arrivando a fargli 130 te­lefonate al giorno, e con mi­nacce («Adesso mi mandi un sms e mi fai gli auguri di com­pleanno, altrimenti finisci ma­le »): l’hanno arrestata. L’am­monimento deve essere impar­tito dal questore e se poi lo stalker continua, la condanna, quando arriverà, sarà più pe­sante. È anche possibile vieta­re allo stalker di avvicinarsi al­la vittima o di frequentare i po­sti che la vittima o i suoi paren­ti frequentano o di comunica­re in qualunque modo con lei. Il giudice può disporre l’allon­tanamento dalla famiglia del­lo stalker che se la prende con il partner o con i figli. È stato anche confermato l’arresto ob­bligatorio per la violenza ses­suale in flagranza e per quella di gruppo. Se la violenza ses­suale o lo stalking finiscono in un omicidio, questo aggrava la pena. Le vittime di violenza sessuale verranno assistite gra­tuitamente in tribunale. Sarà anche istituito un numero ver­de nazionale, attivo 24 ore su 24, al quale le vittime di violen­za o di molestie potranno rivol­gersi per chiedere aiuto. È sta­to stanziato un milione di eu­ro, sul bilancio 2009, da spen­dere per istituire il servizio. I Comuni sono stati autorizzati a piazzare telecamere nei luo­ghi ritenuti a rischio per preve­nire la violenza sessuale e, in genere, gli atti di bullismo. Lo sapeva che stanno tornando di moda i coltelli?

(dalla gazzetta)

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